Opere   |   Susanna e i Vecchioni

Scultore Francese, - (attivo alla fine XVII- inizi XVIII secolo)

Susanna e i Vecchioni

Rilievo in marmo bianco, cm. 86 x 76.

Bibliografia di Riferimento:
Sculpture française II, Renaissance et temps modernes, 2 voll., a cura di J-R. Gaborit, Paris1998.
Alexandre Maral, François Girardon (1628 – 1715). Le sculpteur de Louis XIV, Paris 2015.

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L’articolo XIII degli statuti del 1664 dell’Académie Royal française stabiliva che la prova di accettazione per la classe scultura doveva essere un bassorilievo in marmo su cui scolpire una storia che rientrasse nelle tre tipologie predilette: medaglioni a carattere religioso, scene allegoriche legate all'Accademia e scene allegoriche in onore di Luigi XIV, sotto la cui supervisione e quella del pittore Charles Le Brun si svolgeva l’attività dell’Istituzione. 

L’opera in esame dovette nascere proprio per un analogo scopo, presentando una tematica veterotestamentaria che ben si legava al contesto accademico per via dei risvolti moraleggianti del tema e delle possibilità che la tale soggetto offriva in merito all’esercitazione sul nudo.

I due personaggi maschili solitamente raffigurati con le fattezze di due anziani mentre scuotono e minacciano violentemente Susanna scagliandosi su di essa, sono in questo caso disposti ai lati della fanciulla, rappresentati in posture magniloquenti e con le fattezze di filosofi antichi, con volti dai tratti satireschi, vestiti di leggiadre tuniche svolazzanti che lasciano intravedere torsi, più consoni ad eroi classici che vecchi giudici ebraici come nel racconto biblico. La storia è scolpita a bassissimo rilievo - uno degli strumenti espressivi insieme al disegno della didattica accademica - con una netta predilezione per gli effetti esornativi dettati dalla raffinata, sottile articolazione delle vesti, dalla compostezza e dalla bidimensionalità dei corpi che si stagliano sul primissimo piano di un fondale molto rarefatto e perfettamente liscio, sortendo l’effetto di una stampa o di un incisione. 

L’opera rientra pienamente nel gusto della scultura di ambito accademico francese prodotta a cavallo tra l’ultimo quarto del XVII e gli inizi del secolo successivo, divisa tra esuberanze barocche e significative riprese dall’antico, di cui forse ad oggi l’esempio più elevato è costituito dalla produzione di François Girardon e degli artisti a lui prossimi. I rilievi realizzati dallo scultore per i grandi vasi del Musée du Louvre intorno al 1683 risultano i riferimenti culturali più adeguati alla contestualizzazione del rilievo in esame con Susanna e i vecchioni, sia per l’analoga e già menzionata predilezione per una narrazione bidimensionale, sia per un simile trattamento del panneggiare, sottile e cartaceo nelle pieghe.




David Lucidi

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